Quella di domenica 28 giugno non è stata semplicemente la giornata conclusiva di una mostra, bensì un momento di autentica partecipazione civile, nel quale l'arte è diventata occasione di confronto, ascolto e consapevolezza, perché le opere hanno saputo parlare senza imporre risposte e hanno accolto domande, emozioni e riflessioni che il pubblico ha restituito con una partecipazione intensa e sincera. Il dibattito che ne è seguito ha confermato quanto sia ancora vivo il bisogno di incontrarsi per riflettere insieme sulla pace, sui diritti umani, sulla nonviolenza e sulla responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti del presente, dimostrando che l'arte, quando riesce a toccare corde profonde, può diventare uno strumento capace di mettere in relazione esperienze, sensibilità e coscienze diverse. Un grazie di cuore va a Peppe Sini, il cui intervento, lucido e appassionato, ha saputo indicare nella nonviolenza non un ideale astratto, ma una scelta concreta e quotidiana, così...