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I PROTAGONISTI

 

Marco Brama nasce a Vetralla nel 1975. Il suo percorso formativo, articolato tra musica, informatica, DAMS, pedagogia speciale e studi sulla comunicazione, riflette una visione interdisciplinare che attraversa arte, tecnologia e ricerca educativa. Inizia la sua carriera artistica negli anni ’90 attraverso progetti che fondono musica, arte, danza e performance, sviluppando un linguaggio che intreccia sonorità elettroniche, sperimentazione audiovisiva e installazioni concettuali. La sua ricerca esplora il rapporto tra uomo, natura e tecnologia, indagando le dinamiche del potere, del conflitto e della crisi ambientale attraverso opere immersive e poetiche. Studia le vibrazioni sonore e la loro influenza sulla percezione, con particolare attenzione alle frequenze a 432 Hz e a una personale scala musicale basata sulla successione dei numeri primi.

Nel 2000 realizza il video d’arte Naturalmente con il primo smartphone dotato di fotocamera integrata. Ha inoltre creato la prima installazione audiovisiva permanente con QR code all’interno di un bosco, fondendo natura e innovazione digitale.

Autore di libri e CD distribuiti in tutto il mondo, ha partecipato a numerosi eventi, mostre ed esposizioni nazionali e internazionali. Le sue opere e i suoi progetti artistici sono stati presentati anche in paesi come Marocco, Emirati Arabi, Giappone, India e Macedonia, ricevendo diversi riconoscimenti e proseguendo una ricerca orientata alla ridefinizione dei confini tra musica, arte visiva e tecnologia.

 

Riccardo Pasquini nasce a Civitavecchia nel 1975 e si diploma all’Istituto d’Arte della città, laureandosi nel 1999 all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca multidisciplinare attraversa pittura, scultura, installazione, scenografia e progettazione artistica, sviluppando una poetica materica e simbolica capace di unire memoria, spiritualità e sperimentazione contemporanea.

Dopo le prime esperienze in Italia si trasferisce in Spagna, dove vive per circa dieci anni, esponendo presso la British International Fine Art di Marbella e La Galeria di Malaga e fondando un proprio Centro Artistico a Castellar de la Frontera, dedicato alla produzione e alla ricerca contemporanea.

Rientrato in Italia nel 2014, apre uno showroom-laboratorio a Civitavecchia e successivamente fonda a Tolfa il centro artistico “Arenanera”, ospitato nell’ex Lavatoio storico comunale, divenuto spazio di confronto culturale e sperimentazione artistica.

Ha partecipato a numerose mostre ed eventi nazionali e internazionali, tra Oslo, Roma, Venezia e Malta, collaborando anche con la fotografa Valentina Vannicola per il progetto Processione Mistica, acquisito dal MAXXI. Parallelamente realizza opere pubbliche permanenti, murales e installazioni monumentali per enti e spazi urbani del territorio

 

Alessandro Ridolfi nasce a Vetralla nel 1973 e si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e l’Accademia Lorenzo da Viterbo. Fin dagli esordi sviluppa una ricerca figurativa essenziale e gestuale, evolvendo progressivamente verso un linguaggio che integra materiali riciclati e di recupero, nei quali la materia diventa memoria visiva e riflessione sul cambiamento della società.

Parallelamente alla pittura, approfondisce i linguaggi dell’arte contemporanea attraverso la realizzazione di macchine cinetiche come Il Colloquio, Radar e Presenza in Assenza, esposte in diverse città italiane tra cui Roma, Firenze e Perugia. La sua sperimentazione lo conduce anche al teatro, con la progettazione di una macchina cinetica per lo spettacolo Una macchina fatale, diretto da Massimo de Rossi e presentato al Todi Art Festival, ispirato al racconto Nella colonia penale di Franz Kafka.

Accanto alla produzione pittorica realizza interventi di decorazione murale, collaborando con produzioni teatrali e cinematografiche europee e operando in contesti nazionali e internazionali. Negli ultimi anni la sua ricerca si concentra sulla scultura, dove ferro e resina dialogano tra solidità strutturale e fragilità umana, diventando anche soggetto delle sue opere di video art come An Instant e Il circuito evadente.


Tiziana Barbaranelli
è una figura attiva nel mondo del teatro e della moda. Ha partecipato a "Omen - L'origine del presagio" nel 2024, dove ha contribuito a realizzare il costume per il suo spettacolo. La sua carriera è caratterizzata da un impegno costante nel settore, con oltre 30 anni di esperienza. Tiziana è anche la fondatrice di AgenziaPropaganda, dove gestisce e pianifica il marketing, la grafica, la comunicazione e gli allestimenti scenografici. La sua passione per i colori e i materiali di riciclo la spinge a creare costumi che trasformano i bozzetti in realtà, curando ogni fase della lavorazione.

Jonathan Grego è un artista visivo anglo-italiano, di base a Bordeaux, laureato in Lettere a Roma. Nelle sue opere affronta spesso temi sociali come la pace, l'inquinamento, l'amore o il vizio dell'uomo moderno, utilizzando umorismo, ironia e provocazione. Combina diverse tecniche come olio, acrilico e acquerello, e integra vari tipi di collage. Grego è appassionato di street art e dipinge regolarmente grandi murales in Europa e in Australia. Le sue opere sono esposte in gallerie in Europa e ha vinto diversi concorsi di pittura.


Alessio Papa, un pittore contemporaneo di Viterbo, ha costruito un percorso accademico e professionale di rara solidità. La sua carriera artistica è caratterizzata da una continua evoluzione stilistica, passando dal manierismo rinascimentale e neomanierista a una rappresentazione più personale e attuale. I suoi dipinti, noti per il loro impatto spirituale e per la loro capacità di trasformare le opere in visioni oniriche, sono stati esposti in importanti mostre internazionali e collezionati prestigiosi. Papa ha partecipato a numerosi concorsi artistici e mostre, riscuotendo sempre grande interesse da parte della critica e del pubblico.


Carla Paiolo
È un'artista nota per il suo approccio innovativo all'arte grafica e alla performance. Nutre un profondo interesse per le culture dell'Estremo Oriente e del Medio Oriente, che esplora attraverso la propria ricerca artistica. Il suo lavoro si caratterizza per l'utilizzo di materiali naturali e per un'attenta analisi delle espressioni culturali. Ha condotto approfondite ricerche sul campo in Cina e in Turchia, esperienze che hanno contribuito ad arricchire la sua conoscenza di queste realtà. Le sue performance e le sue esposizioni riflettono un costante impegno nell'indagine dello spirito umano e del mondo che ci circonda.

Paolo Maccari Architetto e storico dell'urbanistica, Paolo Maccari, noto come Makka, vive e lavora a Roma. Dopo una lunga attività di ricerca e pubblicazioni dedicate alla storia delle città e del paesaggio urbano, dal 2014 sviluppa una ricerca artistica fondata principalmente sul disegno e sull'acquerello. La sua produzione spazia dal ritratto agli scorci urbani, dalle nature morte ai dettagli architettonici, fino a contaminazioni con la calligrafia storica e la cultura pop. Caratterizzati da un segno ironico e immediato, i suoi lavori intrecciano memoria personale, osservazione del quotidiano e riferimenti alla storia dell'arte, riletti attraverso una sensibilità contemporanea. 

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CONTENITORE D'ARTE CONTEMPORANEA

KYLIX nasce dall'incontro tra memoria e contemporaneità. Il titolo richiama la kylix , l'antica coppa greca che diventa metafora: un contenitore capace di accogliere nuove forme, idee e linguaggi. In questa prospettiva, il museo stesso si trasforma in una kylix contemporanea. Le sue sale diventano uno spazio di incontro tra passato e presente, dove le testimonianze della storia dialogano con le ricerche artistiche del nostro tempo. KYLIX è un invito a osservare il museo non soltanto come luogo di conservazione, ma come organismo vivo, capace di accogliere, custodire e generare nuove esperienze culturali attraverso l'arte contemporanea. KYLIX emerges from the encounter between memory and contemporaneity. Its title refers to the kylix , the ancient Greek drinking cup preserved in the collections of the Museum of the Territory of Vetralla. More than an archaeological artifact, the kylix becomes a metaphor: a vessel capable of holding new forms, ideas, and artistic language...